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5×1000

Al momento della denuncia dei redditi AIUTACI, destinando il 5 X 1000 dell’IRPEF ad ARCA 2005 mettendo la firma nel riquadro in alto a sinistra :
“Sostegno delle organizzazioni non lucrative….” e scrivi il nostro codice fiscale: 92062020398

La scelta della destinazione del 5x1000 non è una ritenuta aggiuntiva, ma è una quota che lo Stato ha deciso di destinare alle organizzazioni o enti di utilità sociale.

GRAZIE DI CUORE PER IL TUO AIUTO

BENEDIZIONE DEGLI ANIMALI!!!!!

Domenica 15 gennaio 2012, ore 14.00

Don Gianni benedirà tutti i vostri amici a 4 zampe  presso il canile comunale di Cervia  (Via delle Ghiaine n. 186)

A fine evento verrà offerto un buffet!

NON MANCATE!!!

 

Calendario 2012 con i cani del canile di Cervia!

Cari Amici di Arca2005, fra poco uscirà il primo calendario con le foto dei cagnoni ospiti del canile comunale di Cervia; il costo del calendario 2012 sarà di € 10,00 e servirà a raccogliere fondi per tutti gli amici a 4 zampe che ancora non hanno una casa e per la sterilizzazione dei gatti delle colonie.

Aiutateci ad aiutarli!!!!
Vi ringraziamo fin d’ora!

 P.S. è possibile prenotarlo al nr.3391715433

Arca2005 ospite de “La Notte delle Fate” – Edizione 2011!

CARISPORT DI CESENA – 25 NOVEMBRE 2011 – ORE 21,00

 Il 25 novembre 2011, ore 21,00, a Cesena nella struttura polivalente del locale Carisport si terrà la 2° edizione del Premio Nazionale Fata D’Oro 2011 – La Notte delle Fate, uno spettacolo condotto da Fabrizio Frizzi e da Sara Santostasi.

 Grazie al Patron della manifestazione – Maurizio Macaluso – l’Edizione  2011 ha un nuovo, importante obiettivo: raccogliere fondi per aiutare un’associazione certificata e controllata che si impegna nella protezione dei nostri amici a 4 zampe nella regione dove verrà effettuata “La notte delle fate 2011” (in questo caso la Romagna) – Il denaro raccolto sarà consegnato durante la manifestazione ai responsabili dell’associazione prescelta.

 Arca2005 è l’associazione ospite dell’Edizione  2011!!

 E’ quindi importante che ognuno di noi partecipi. In questo modo contribuirà alla raccolta di fondi da destinare alle attività di aiuto e assistenza agli animali senza casa. Prenotando in anticipo attraverso Arca2005 si garantirà all’associazione anche una percentuale sulle prenotazioni. E’ un modo simpatico per dare concretezza al nostro amore per gli animali.

Per informazioni e prenotazioni: ARCA2005 –  tel.3391715433

Per avere invece informazioni sull’evento potete collegarvi al sito: www.premiofatadoro.com

Arca2005 alla Festa del Volontariato di Cervia

Ricordiamo ai nostri Soci e Amici che Arca2005  sarà presente  alla Festa del Volontariato che si terrà a Cervia – presso i magazzini del sale – nei giorni  1/2 ottobre 2011.

VI ASPETTIAMO COME SEMPRE!!

Cani e gatti in casa: vietato vietare

Alla Camera una proposta di legge per cancellare i regolamenti condominiali contrari

ANTONELLA MARIOTTI
torino

Vietato vietare. In estrema sintesi è questa la proposta di legge della deputata Gabriella Giammanco, Pdl, che vorrebbe cancellare tutti quei regolamenti condominiali che vietano, appunto, di tenere un animale in famiglia. La deputata è la stessa che si oppone ai circhi con animali, prima firmataria di una legge in tal senso, e che ha fatto modificare il codice della strada per obbligare al soccorso dei quattro zampe feriti sull’asfalto.

Adesso l’obiettivo sono i regolamenti condominiali e se la legge Giammanco verrà approvata – è in commissione giustizia a Montecitorio – via libera a cani, gatti e anche conigli, cavie e a tutti gli altri animali che ormai abitano le case degli italiani. Certo se qualcuno vuol tenersi la capra o il maiale (George Clooney ha pianto per diversi mesi il suo Max) la cosa è un pochino più complessa e si deve segnalarne la presenza all’Asl.

Nello zoo di famiglia ci sono almeno 45 milioni di animali, sette milioni di cani, quasi otto di gatti, il doppio di pesci e 12 di uccellini. Poi diecimila i serpenti «dichiarati» mentre «solo» tremila sono i leoni, le tigri e i ghepardi. Tutti costano due milioni e mezzo ogni anno per cibo, veterinario e cure. I problemi arrivano se il piccolo «peloso» non è gradito al vicino di pianerottolo, o se il regolamento di convivenza vieta all’origine la presenza di animali. Finora il divieto doveva essere introdotto nel regolamento all’atto del contratto di acquisto. Cioè se il costruttore decide per il no all’animale, quando si acquista una casa bisogna tenerne conto. Solo dopo un’assemblea condominiale si può cambiare rotta, ma non sempre è facile. E qui interviene la nuova legge cancellando la possibilità di divieto all’origine.

«In realtà non è che si litighi poi così tanto per gli animali, però…»: parola di Carlo Parodi, direttore dell’ufficio studi dell’Associazione nazionale amministratori di condominio. Che spiega: «Da uno dei rapporti Censis sulle principali cause di liti condominiali la questione degli animali è in realtà al terzo posto. Personalmente faccio da 30 anni l’amministratore di condominio e non ho trovato grosse conflittualità. Il problema è che si deve fare attenzione quando si acquista una casa a leggere bene il regolamento condominiale».

Una sentenza della Cassazione infatti ha sancito che si possono inserire tutti i divieti che si vogliono. Allora come fare? «Non ci si può opporre ma devo dire – precisa Parodi – che le difficoltà arrivano se il cane di casa sporca parti comuni o se abbaia anche di notte. Di solito sono ben accolti anche quando il regolamentolo vieta».

Per l’onorevole Giammanco però non si tratta di «introdurre una normativa che possa essere applicata indifferentemente a ogni animale, ma solo agli animali domestici posseduti per compagnia e senza scopi alimentari. Solo per questi animali, che sono definiti animali familiari». Inutile sottolineare che le associazioni animaliste esultano e sono tutte a favore della legge. «I problemi nascono nelle case degli Enti.

E in tutte quelle realtà di accoglienza di persone in difficoltà, dove l’animale di casa deve essere lasciato per strada o in canili e gattili. Sono scelte laceranti per chi già è provato».

Carla Rocchi, presidente dell’Ente nazionale protezione animali, appoggia la proposta ma rilancia per tutte quelle realtà pubbliche o private di aiuto che ancora sono troppo «antropocentriche».

Nella proposta Giammanco c’è posto anche per una apertura in questo senso: gli animali domestici potranno seguire i propri padroni in caso di ricovero per anziani, in ospedale e in case di accoglienza. Se la pet-therapy è riconosciuta scientificamente come efficace, perché proibire quella fatta in casa?

Rosie, il cane psicologo “depone” in tribunale

New York, l’animale in aula vicino a una bimba vittima di violenze

di Glauco Maggi

L’esperienza di testimoniare in tribunale contro il proprio padre stupratore è un trauma che replica emotivamente, in pubblico, la violenza subita in privato. Non tutte le vittime, soprattutto se fanciulle minorenni, se la sentono. Ma se c’è un cane che sa il fatto suo, addestrato a dare conforto e a fare da valvola di scarico delle tensioni del confronto, l’affrontare le domande degli inquirenti e degli avvocati diventa una prova più sopportabile.

Così è stato per una ragazzina di 15 anni, protagonista nello Stato di New York del primo caso in cui i giudici hanno ammesso durante il procedimento la presenza di un «avvocato a quattro zampe», al secolo Rosie, 11 anni, un gold retriever. Il processo si è chiuso due mesi fa con il riconoscimento di colpevolezza di Victor Tohom per reati che comportano una condanna da 25 anni all’ergastolo. L’uomo aveva violentato e messo incinta la figlia. Il giudice Stephen Greller, della Corte della Contea di Dutchess, ritenendo il suo atteggiamento minaccioso, aveva consentito alla ragazza, visibilmente traumatizzata, di portarsi appresso Rosie. Il cane, specializzato nelle terapie di sostegno psicologico alle persone sotto stress, appartiene a Dale e Lu Picard, che hanno raccontato al «New York Times» la carriera di Rosie, chiamata così in onore della celebre attivista per i diritti civili degli afro-americani Rosa Parks: prima tanti anni di lavoro nel centro di Brewster per bambini con gravi problemi mentali, e più di recente la promozione ad assistente psicologico nelle udienze più delicate che coinvolgono minori.

Nel caso Tohom, in un momento particolarmente difficile della deposizione della ragazza, Rosie, che era accovacciata ai suoi piedi, si è alzata e ha strusciato il suo naso contro di lei, come per incoraggiarla. Nelle settimane scorse la cagnetta è stata impegnata in un altro caso, «preparando» due bambine di 5 e 11 anni che dovevano testimoniare contro Gabriel Lopez-Perez, accusato di omicidio per aver pugnalato la loro madre. Quando l’assassino ha saputo che, anche grazie all’assistenza di Rosie, le due sorelline si erano convinte ad accusarlo del delitto in tribunale, si è dichiarato colpevole, evitando la testimonianza che l’avrebbe sicuramente inchiodato.

Prima che a New York, l’utilizzo di cani specializzati nell’assistere testimoni e vittime sotto choc era già entrato nella storia giudiziaria di altri Stati, dall’Arizona all’Idaho, dalle Hawaii all’Indiana. Ma questo trend rischia ora una reazione sul piano legale: i giudici della corte d’appello dovranno valutare il cosiddetto caso Rosie. La tesi degli avvocati che in tribunale sono costretti a «sfidare» il cane è che il quattro zampe mette i testimoni in buona luce davanti alla giuria, sia che dicano la verità o una bugia. David Martin, difensore di Tohom, si è lamentato in un’intervista sostenendo che «ogni volta che la bambina accarezzava Rosie era come se stesse mandando ai giurati il messaggio inconscio che lei era sotto stress perché stava dicendo la verità. Ma per me non c’era alcuna chance di contro-interrogare la cagna», ha ironizzato. E ha poi presentato una formale protesta scritta contro l’assistente del sostituto procuratore della Contea, Kristine Hawkl, per «cattiva condotta processuale». L’aver concesso la presenza di Rosie «ha inquinato il processo con una mancanza di correttezza» che costituisce una violazione dei diritti costituzionali del suo cliente, ha aggiunto Martin.

Per il giudice Greller, invece, Rosie non era concettualmente diversa dal teddy bear, l’orsetto di pezza che una corte d’appello di New York aveva ammesso come «compagno di testimonianza» di un bambino nel 1994. Per la verità, Rosie è ben più di un pupazzetto: all’Ecad (Educated Canines Assisting with Disabilities), l’organizzazione dei cani educati per assistere i disabili creata dalla famiglia Picard, ha imparato ad ubbidire ad una ottantina di comandi, dall’accendere e spegnere le luci fino ad arrivare a togliere le calze a un ragazzino senza morsicargli le dita.

Il caldo sfianca anche Fido, ecco le regole salva salute

11 luglio 2011 – Il solleone estivo mette a dura prova anche gli animali da compagnia, e, col caldo di questi giorni, portare Fido in spiaggia nelle diverse bau-beach delle coste italiane puo’ presentare dei rischi. ”Gli animali da compagnia – sottolineano i veterinari Enpa (Ente nazionale protezione animali) e Anmvi (Associazione nazionale medici veterinari italiani), sul sito www.vacanzebestiali.org – non hanno esigenze molto diverse da quelle dell’uomo. L’esposizione al sole e all’afa e’ un fattore di rischio anche per loro”.

Occhio dunque a questi momenti piu’ delicati per salvaguardare la salute dei quattro zampe anche in vacanza: ESPOSIZIONE A CALDO E COLPI DI CALORE: anche per Fido uscire nelle ore di massima esposizione al caldo e ai raggi solari e’ sconsigliabile. Meglio programmare la passeggiata col cane nelle ore piu’ fresche. Meglio non lasciare Fido in auto: il finestrino abbassato non basta a scongiurare il colpo di calore.

Gli animali non sudano come noi e contro il colpo di calore hanno solo la respirazione a bocca aperta come arma di difesa.

L’allarme deve scattare quando il respiro diventa affannoso, c’e’ perdita di bava dal naso e/o dalla bocca, le gengive cambiano colore per scarsa ossigenazione, fino allo svenimento.

Occorre subito spostare l’animale all’ombra e utilizzare panni bagnati con acqua a temperatura ambiente (mai ghiaccio) da distendere sul collo, ascelle e zona inguinale.

SCOTTATURE. una sconsiderata esposizione al sole porta arrossamenti, eritemi, dermatiti – e tumori – anche per il cani e gatti. Contro le dermatiti solari occorre limitare il tempo di esposizione e applicare dei protettivi specifici, diversi da quelli del proprietario perche il Ph del cane (7,5) e’ diverso dal nostro.

‘PENNICHELLA’. Cani e gatti diventano piu’ ”pigri” d’estate, dormono di piu’ e prediligono le ore del tardo pomeriggio o addirittura serali per muoversi. Questo e’ particolarmente vero per le partorienti: d’estate risparmiano le loro energie per metterle a disposizione dei cuccioli.

”Cerchiamo anche di avere particolari accorgimenti – raccomanda Carlo Scotti, presidente senior Anmvi – per gli animali a pelo lungo e di taglia grande, perche’ hanno una regolazione termica che fa maggior fatica a disperdere il calore”.

ALIMENTAZIONE. Assolutamente da evitare l’esposizione al sole della ciotola dell’acqua: meglio dare la possibilita’ al proprio animale di avere a disposizione acqua rigenerata di continuo e al riparo dal calore. E’ consigliabile prediligere alimenti ricchi di vitamine e di sali minerali, ma non bisogna ridurre le quantita’ di cibo. L’Anmvi consiglia di non ricorrere mai alla dieta fai da te, ma di concordare con il medico veterinario una tabella nutrizionale adatta ad ogni animale e ad ogni stagione.

FIDO PARK IN AUTOGRILL. Dal 1 luglio al 4 settembre, e’ riattivato il servizio Fido Park in 15 aree di sosta di Autogrill, con la presenza di un medico veterinario. Sono 44 i medici veterinari che alterneranno per 10 week end, per un totale che supera i 300 turni di assistenza. L’iniziativa, realizzata da Anmvi insieme ad AmicoPets, in collaborazione con Autogrill, prevede l’allestimento di un’area di riposo per gli animali in viaggio, durante la pausa pranzo dei proprietari, dalle 12.30 alle 14.30. In queste due ore, il medico veterinario di turno al presidio fornira’ consulenza ai proprietari e assistenza agli animali.
(ANSA)

Ogni estate a caccia della pensione ideale

Le vacanze sono un momento
difficile se si ha un cane
Ma Fido non si accontenta
che del padrone

beppe minello
torino

Ti amano così tanto che di un cane, più dei momenti belli, ricordi quelli tristi. Quegli attimi in cui ti sei reso conto di avergli dato un dolore e lui, che comunque non smette mai di volerti bene, ti guarda rassegnato e deluso.

Momenti che quasi sempre coincidono con l’estate. Quando Fido diventa un problema per chiunque non voglia rinunciare a vacanze e viaggi che non siano anch’essi a misura, sempre e comunque costosi, del nostro amico bavoso e scodinzolante. E allora, sondati con circospezione gli anziani genitori e i loro sempre rigidi programmi vacanzieri, scartati immediatamente i figli già impegnati in soggiorni dove non oseresti mai infilare il tuo adorato cagnone, ti rassegni a cercare un rifugio, una pensione, uno di quei luoghi dove «tengono i cani».

Si comincia consultando l’amico veterinario, leggendo qua e là tutto ciò che si trova al riguardo e finendo importunando gli amici con il tuo stesso problema.

Sicuri di sapere e potere scegliere il meglio, fatti due conti quasi sempre salati, in genere si finisce per scegliere l’oasi di Vattelapesca nella campagna che circonda il paesone della cintura dove vialetti di ghiaia pettinata, linde baracche e verde ovunque, ti fanno sentire a posto con la coscienza, certi di aver scelto il meglio per lui che, al tuo fianco, ti guarda poco convinto.

Certo, quella stanzetta con letto ricavata tra le gabbie dove lo chiuderanno «solo la notte, stia tranquillo», dovrebbe farti riflettere: se trattano così il guardiano, chissà i cani… Ma no, al contrario – ti assolvi – è la prova che c’è sempre qualcuno che bada al tuo amico. Sarà, ma quando torni a riprenderlo è catatonico. Gli fai le feste, lo accarezzi, ma tutto è inutile: gli occhi sono sbarrati e non risponde a nessuna sollecitazione, nemmeno di fronte ai biscotti preferiti. Passerà una settimana primo di vederlo tornare alla normalità, alla confidenza di sempre e mai, va da sè, riuscirai a farti spiegare se era terrorizzato o solo offeso dal trattamento ricevuto all’«oasi» di Vattelapesca.

L’anno dopo si ricomincia da capo. E pure questa volta ti convinci di aver trovato il posto ideale dove il gestore è un ex istruttore di animali e a riprova di quanto bene vogliono ad essi, scopri che accanto al canile c’è pure un cimitero per i nostri amici con tanto di lapidi, dedica e foto. Esagerati? Forse, ma tutto concorre a farti sentire meglio. Eppure, che stretta allo stomaco quando lo chiudono dentro un gabbione e ti allontani con lui che ti guarda silenzioso. Te ne vai, fingendoti rassicurato dalle parole del guardiano: «Ogni giorno lo farò uscire e giocare…». La realtà è che lui vuole te e nessun altro. O meglio, almeno un surrogato di te che, a ben cercare, lo trovi l’anno dopo in una signora che apre la sua casa di campagna ai cani di amici e conoscenti e, come fossero tutti suoi, trascorre l’estate in mugolante compagnia. Fido è felice, tu sei felice. Cosa pretendere di più? Magari, quest’anno, provare a tenerlo con te.

USA: detenuto addestra cane per bimbo autistico

Si conoscono ormai da tempo i benefici che specifici cani da terapia possono apportare ai bambini autistici. Ma uno di questi cani in particolare, di cui ha parlato recentemente il Denver Post, ha attratto la nostra attenzione. Si tratta di Clyde, addestrato appositamente per Zack Tucker, un bimbo di nove anni residente a Colorado Springs e affetto dalla Sindrome di Asperger.

Particolare ancora più curioso: Clyde, un labrador color cioccolato, è stato addestrato alla perfezione presso la Sterling Correctional Facility, un istituto penitenziario, dal detenuto per omicidio Christopher Vogt. L’uomo è ora un amico anche del piccolo Zack.

La passione di Vogt per gli animali e la sua capacità di educarli hanno convinto gli amministratori del penitenziario, che danno al detenuto la possibilità di lavorare regolarmente con il bambino, e di insegnargli ad interagire correttamente con Clyde.

Uno dei metodi di addestramento di Vogt consiste nello studio attento del paziente che il cane dovrà aiutare. Una sorta di vero role-playing, dunque, che insegna all’animale come interagire in praticamente ogni situazione.

Nel 2002, Vogt ha passato mesi su una sedia a rotelle addestrando un cane a recuperare e restituire oggetti. In pratica, da anni “finge” di essere il futuro padrone del cane che educa e ne veste i panni, handicap compresi. Tra i suoi clienti, vi sono stati un ragazzino con una paralisi cerebrale ed una ragazza vittima di violenza carnale.

Ora, naturalmente, si comporta come se soffrisse di autismo.

Dal momento che il piccolo Zack si sente facilmente confuso e la sua reazione è quella di scoppiare in lacrime, Vogt, addestrando Clyde, si copre spesso il volto simulando il pianto. Ha insegnato al labrador che quando il ragazzino si comporta così, Clyde deve farlo smettere toccandogli il viso con il muso.

Christopher Vogt è stato condannato a 48 anni di reclusione per un omicidio di secondo grado commesso nel 1999 e potrà forse uscire sulla parola solamente nel 2018. In carcere ha conquistato il diploma di educatore cinofilo, insegna ad altri detenuti a diventarlo e ha scritto due libri illustrati per bambini, di cui uno intitolato ‘Il tuo amico a 4 zampe’.

Il detenuto è stato retribuito dai genitori di Zack con 450 dollari per il suo lavoro, mentre il carcere, che mette a disposizione l’area di addestramento, viene risarcito dalla famiglia del bambino con la cifra simbolica di 50 dollari al mese. Zack viene lasciato con Voigt ad ogni lezione, e i suoi genitori non sembrano affatto preoccupati.

“Crediamo che sia un uomo meraviglioso, molto in sintonia coi bisogni di nostro figlio”, dicono.

Non appena il training sarà terminato, Clyde andrà a casa con Zack, e diventerà il suo cane.

LA STAGIONE DEGLI ABBANDONI

Cesare Pierbattisti

S’avvicina l’estate e con lei le vacanze. Intere famigliole migreranno verso le località di villeggiatura ed in città rimarranno coloro che non se lo possono permettere ed il solito esercito di animali abbandonati. E si, perché nonostante le Leggi, le raccomandazioni, le campagne educative ogni anno migliaia di cani, gatti, conigli, tartarughe, criceti, uccellini e persino animali esotici come serpenti ed iguane vengono scaricati per strada ed abbandonati ad un destino spesso peggiore della morte.

Mi chiedo come sia possibile che in una società, apparentemente evoluta, possa ancora esistere qualcuno tanto ignorante ed insensibile da trovare normale infilare il collare al proprio cane, farlo salire in auto come per andare in gita e scaricarlo in campagna. E uguale sorte tocca ad una infinità di altri animali, primi fra tutti i gatti per i quali si ritiene valido il perverso ed infondato presupposto che «si sanno arrangiare».

L’unico sincero augurio che posso fare ai poveri animali è di incontrare qualcuno migliore di chi si lasciano alle spalle, come accadde a Chicca, una meticcia piccola e timida e già vecchiotta, recuperata anni fa, intorno a ferragosto, da una mia anziana cliente, mentre attendeva legata ad un cassonetto dell’immondizia, il ritorno del suo indegno proprietario.

Fu amore a prima vista, l’imprevedibile e felice incontro di due solitudini, li vedevo con regolarità alle scadenze dei vaccini ed in occasione di ogni piccolo malessere della cagnetta; la signora non mancava mai di raccontarmi quanto Chicca fosse sensibile, intelligente ed affettuosa ed io non potevo fare a meno di considerare quanto fosse stata fortunata. Ma cosa possiamo augurare ai vacanzieri che partono sereni dopo essersi liberati del loro fardello animato senza il minimo senso di colpa?

Sicuramente una vacanza da incubo caratterizzata da tutti i contrattempi e guai possibili, comprese interminabili e devastanti sedute nella toilette dell’albergo, del campeggio o del villaggio turistico. Non sono superstizioso e non presto fede alle iettature ma qualche volta vorrei poterci credere.

* Presidente dell’Ordine dei veterinari di Torino