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Un uomo e una donna della Florida hanno deciso di convolare a nozze in un rifugio per animali e hanno invitato al banchetto di nozze sei gatti. MaryLyn and James Marino si sono sposati di fronte a più di 60 parenti e amici al Sun Coast Animal League di Palm Harbor, in Florida. La damigella d’onore della sposa è stata una gatta che è stata adottata dalla coppia lo stesso giorno delle nozze, insieme a un gattino orfano di tre mesi. “All’inizio gli invitati erano perplessi e ci hanno detto chiaramente che siamo pazzi. Ma alla fine si sono divertiti tutti, e ho visto anche qualche lacrimuccia. Abbiamo portato sei gatti al banchetto nuziale che si sono rimpinzati di cibo e di coccole. I cani purtroppo sarebbero stati troppo impegnativi, ma con MaryLyn abbiamo deciso che organizzeremo un’altra festa proprio al rifugio, per tutti gli animali”. Fonte: Petfinder Alyna, una coniglietta nata con una paralisi alla zampe posteriori, presta servizio all’ALYN hospital di Gerusalemme aiutando di bambini ad affrontare i loro handicap. Alyna è stata portata all’ospedale pediatrico nel 2009 dal suo padrone che era un fisioterapista della struttura e adesso vive lì aiutando i bambini disabili nella riabilitazione motoria. Alyna indossa una specie di busto che le permette di muoversi, di spostarsi da un posto all’altro. “E’ diverso da quello che indossano i bambini, ma non importa”, ha dichiarato Cathy Lanyard, direttore amministrativo dell’ospedale. “Quello che conta è che i piccoli vedono che Alyna è come loro, che ha problemi a camminare ma che ci riesce grazie al busto. E la imitano, cercano di ottenere lo steso risultato. Alyna non aiuta i bimbi solo fisicamante ma anche psicologicamente, li fa sorridere, ispira tenerezza e amore. E loro la coccolano e la riempiono di attenzioni. Non è facile far sorridere i piccoli malati, ma Alyna ci riesce senza fare alcuno sforzo, basta la sua presenza e questo è un grande regalo per loro”, ha aggiunto Lanyard. Fonte: Zootoo Pet News Ai primi di settembre, il Parlamento Europeo voterà la nuova Direttiva sulla protezione degli animali utilizzati a fini scientifici. E’ una legge a misura di vivisettore, che NON OBBLIGA a utilizzare i metodi sostitutivi ai test con gli animali neppure laddove esistono. In compenso essa conferma o concede parecchie libertà. Sarà infatti possibile: – sperimentare sui primati anche in assenza di gravi motivazioni riguardanti la salute umana (articoli 5, 8 e 55) – sperimentare anche su cani e gatti randagi (articolo 11) – riutilizzare più volte lo stesso animale, anche in procedure che gli provocano intenso dolore, angoscia e sofferenza (articolo 16) – sperimentare senza anestesia e/o non somministrare antidolorifici a un animale sofferente se i ricercatori lo ritengono opportuno (articolo 14) – sperimentare su animali vivi a scopi didattici (articolo 5) – creare animali geneticamente modificati mediante procedure chirurgiche; somministrare scosse elettriche fino a indurre l’impotenza; tenere in isolamento totale per lunghi periodi animali socievoli come i cani e i primati; praticare toracotomie, e cioè l’apertura del torace, senza somministrare analgesici; costringere gli animali al nuoto forzato fino all’esaurimento… (allegato VIII) NOI PROVIAMO VERGOGNA E PROFONDO DOLORE nel constatare quanto peso abbiano gli interessi dell’establishment economico e scientifico che trae profitto dalla vivisezione, e quanto poco contino le idee di umanità e giustizia nei confronti delle altre specie viventi. Scienziati e medici di fama internazionale sostengono la superiorità dei metodi di ricerca sostitutivi ai fini del benessere umano: chiediamo anche noi che vengano convalidati e resi obbligatori! Facciamo sentire la nostra voce, mandiamo un messaggio di protesta ai parlamentari europei, diffondiamolo il più possibile!
È operativo. Da oggi, il nuovo Codice della Strada riconosce gli animali come “esseri senzienti”, principio in vigore dal gennaio scorso con il Trattato dell’Unione Europea. Per la prima volta è diventato diritto-dovere soccorrere gli animali feriti. Non fermarsi e assicurare un pronto intervento in caso di incidente ormai costerà molto caro. Poco importa se il responsabile del comportamento omissivo abbia causato il sinistro oppure sia stato semplicemente “coinvolto”: in entrambi i casi il trasgressore sarà punito con una sanzione amministrativa, più gravosa nel primo (da 389 a 1.559 euro), più leggera nel secondo (da 78 a 311 euro). Riconosciuto anche lo “stato di necessità” per il trasporto di un animale in gravi condizioni, con l’equiparazione dei mezzi di soccorso veterinari e di vigilanza zoofila a quelli di ambulanze, Vigili del Fuoco e Polizie. In pratica: «Chi si occupa della cura urgente di un animale non è più un cittadino di serie B, non potrà subire sanzioni pecuniarie e ritiro della patente così come chi interviene per il soccorso di un ferito umano e ciò è anche un elemento di sicurezza stradale per tutti – ha detto Gianluca Felicetti, Presidente della LAV – la tutela degli animali acquisisce nei fatti un nuovo tassello per il suo riconoscimento non solo a parole, un significativo passo in avanti che equipara anche i mezzi delle Guardie zoofile a quelli delle Polizie locali e nazionali». Per gli animali non è l’unica novità. Il primo comma dell’articolo 32, oltre a consentire l’uso di dispositivi quali sirene e lampeggianti “ai conducenti delle autoambulanze, dei mezzi di soccorso anche per il recupero degli animali o di vigilanza zoofila, nell’espletamento dei servizi urgenti di istituto” consente a chiunque – anche ai privati – si trovi a violare le norme del Codice della Strada di invocare a sua discolpa lo stato di necessità. A patto possa provare il trasporto di animali in gravi condizioni di salute. «Un provvedimento davvero significativo, che coinvolge in particolare gli animali d’affezione, ma non esclude quelli da reddito o protetti, capace di incidere profondamente sul comportamento dei cittadini», ha commentato il sottosegretario alla Salute Francesca Martini, rallegrandosi soprattutto «per le norme specifiche che favoriscono il soccorso di animali in situazioni di emergenza, ad esempio nei drammatici episodi di investimento che costituiscono ancora una grave piaga del nostro Paese collegata al fenomeno del randagismo». A rigore di informazione, c’è da dire che il voto di ieri mattina a Palazzo Madama, ha definitivamente messo la parola fine a una discussione durata quasi due anni. Anche perché le novità maggiori della riforma riguardano l’alcol, il divieto di vendita di alcolici, la patente a “ore”, il foglio rosa a 17 anni, il patentino e le minicar. Ricordiamo a tutti i nostri soci e simpatizzanti che Arca2005 anche quest’anno sarà presente al Palio della Voga di Cervia che si svolgerà dal 16 al 22 agosto. L’appuntamento è presso la Torre S. Michele, venite a trovarci! Abbiamo tante cose nuove da offrirvi. Fino a qualche mese fa Rocky conosceva solo maltrattamenti. Botte e umiliazioni per un pastore tedesco di due anni e mezzo, trasformato in un animale violento per colpa dei due padroni, che lo tenevano incatenato anche sotto la pioggia, alla periferia di Viterbo. Fuggito da loro, preso da un’accalappiacani, accolto in casa da un nuovo proprietario, ma poi riportato al canile dopo averlo aggredito e morso sulle braccia, per il recupero del cane sembrava troppo tardi. Una storia che per Rocky poteva finire male, con un’iniezione letale, come prevede la legge. Ma la drammatica vicenda del pastore è diventata invece una favola a lieto fine. Rinaldo Frignani – Corriere.it ROMA Il testo, elaborato in collaborazione con l’Anci, di cui è presidente il sindaco torinese Sergio Chiamparino, e con il sindaco di Cagliari, Emilio Floris, delegato al turismo, sarà inviato dall’associazione agli oltre 600 primi cittadini di comuni costieri italiani, dove la disciplina al riguardo è tutt’altro che uniforme. L’ordinanza, che prevede l’individuazione di un tratto di spiaggia libera “animal friendly” destinata ad accogliere gli amici a 4 zampe, specifica che l’accesso sarà consentito ai cani regolarmente iscritti all’anagrafe canina e pone comunuque una serie di obblighi a carico dei detentori/proprietari, dall’eliminazione delle deiezioni al controllo e alla conduzione degli animali, che potranno fare il bagno nello specchio di mare antistante la spiaggia. Il Comitato promotore si pone come obiettivo quello di andare incontro alle esigenze di milioni di italiani e di aumentare la competitività turistica nazionale. «Un’Italia che rappresenta davvero una punta di eccellenza sia sotto il profilo culturale che per le attività dedicate ai visitatori – ha spiegato il ministro Brambilla – non può prevedere divieti e limitazioni alla circolazione degli animali, soprattutto nelle aree più frequentate del territorio. L’ordinanza-tipo, che proporremmo di emanare a tutti i Comuni interessati entro il mese di luglio, vuole innanzitutto contribuire alla creazione di una nuova coscienza di amore e rispetto per i nostri piccoli amici oltre che contrastare l’odioso fenomeno dell’abbandono estivo. Se adottata darà anche impulso all’industria turistica locale, aumentando l’appeal delle località costiere italiane nei confronti dei visitatori nazionali e internazionali. Ricordo infatti che in Italia una famiglia su tre possiede animali d’affezione». I comuni italiani che per primi recepiranno il provvedimento verranno premiati dal Ministero del Turismo quali “Comuni a 5 stelle” e già molte località stanno cercando di attrezzarsi. A cogliere per primi il compito del Comitato sono stati i ragazzi dell’associazione “Repubblica Salentina” che nel giro di pochi giorni hanno diramato sul territorio un appello alle varie strutture operanti nel settore del turismo chiedendo loro di segnalare quali fossero gli hotel, i b&b e le masserie attrezzate per ospitare turisti con annessi amici a quattro zampe. E, come spesso accade, quando è la giovane “res publica” a muoversi la risposta giunge puntuale ed immediata. Infatti è già operativa sul loro portale la sezione dedicata al “Salento Animal Friendly”. Un pittbull ha impedito a un malvivente armato di coltello di rapinare una donna e il suo bambino di due anni. Giunta al parcheggio, Angela è stata avvicinata da un uomo che, minacciandola con un coltello, le ha chiesto la borsa, intimandole di non muoversi e non urlare. “Non è un randagio”, ha dichiarato un volontario del rifugio per cani della città, “è ben nutrito, è in ottima salute ed è bene educato. Probabilmente si è perso. Fonte: Zootoo News Fra i requisiti “imperativi” di gestione ambientale, la procedura operativa per il rilascio della “bandierà blu” alle spiagge recita: “Deve essere strettamente osservato il divieto di accesso alla spiaggia di cani e di altri animali domestici”, dove per “spiaggia” si intende l’area vera e propria di balneazione. Le regole internazionali infatti ammettono la presenza di animali solo nelle zone retrostanti gli stabilimenti balnerari e rigidamente regolamentata. C’è senz’altro materia di lavoro per il Comitato istituito in questi giorni dal Ministro Michela Vittoria Brambilla per una Italia “Animal Friendly”. L’Associazione Nazionale Medici Veterinari Italiani si è quindi rivolta all’On Gianni Mancuso, membro del Comitato e coordinatore dei parlamentari animalisti, per gli approfondimenti e le iniziative del caso. La pulizia è uno dei criteri ambientali internazionali a cui devono attenersi le spiagge che aspirano alla bandiera blu, nel rispetto di un codice di condotta che comprende regole sulla presenza di animali domestici. In particolare l’accesso con cani e altri animali domestici deve essere “severamente controllato”. Sulle spiagge con la bandiera blu, il regolamento internazionale del 2010 stabilisce che gli animali da compagnia sono permessi nelle aree di parcheggio, su passerelle e aree di passeggio limitatamente alle zone posteriori dei bagni, là dove la legislazione nazionale e locale lo consente. In queste aree accessibili, gli animali “devono essere sotto controllo”. Il regolamento internazionale raccomanda la creazione di una “Dog-Free Zone”, per evitare che i cani e altri animali possano entrare in spiaggia e nella zona di balneazione. Unica eccezione i cani guida per i ciechi. D’obbligo anche misure per evitare che le deiezioni contaminino la spiaggia. da AnmviOggi.it
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