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Bandiera blu limita accesso a cani in spiaggeFra i requisiti “imperativi” di gestione ambientale, la procedura operativa per il rilascio della “bandierà blu” alle spiagge recita: “Deve essere strettamente osservato il divieto di accesso alla spiaggia di cani e di altri animali domestici”, dove per “spiaggia” si intende l’area vera e propria di balneazione. Le regole internazionali infatti ammettono la presenza di animali solo nelle zone retrostanti gli stabilimenti balnerari e rigidamente regolamentata. C’è senz’altro materia di lavoro per il Comitato istituito in questi giorni dal Ministro Michela Vittoria Brambilla per una Italia “Animal Friendly”. L’Associazione Nazionale Medici Veterinari Italiani si è quindi rivolta all’On Gianni Mancuso, membro del Comitato e coordinatore dei parlamentari animalisti, per gli approfondimenti e le iniziative del caso. La pulizia è uno dei criteri ambientali internazionali a cui devono attenersi le spiagge che aspirano alla bandiera blu, nel rispetto di un codice di condotta che comprende regole sulla presenza di animali domestici. In particolare l’accesso con cani e altri animali domestici deve essere “severamente controllato”. Sulle spiagge con la bandiera blu, il regolamento internazionale del 2010 stabilisce che gli animali da compagnia sono permessi nelle aree di parcheggio, su passerelle e aree di passeggio limitatamente alle zone posteriori dei bagni, là dove la legislazione nazionale e locale lo consente. In queste aree accessibili, gli animali “devono essere sotto controllo”. Il regolamento internazionale raccomanda la creazione di una “Dog-Free Zone”, per evitare che i cani e altri animali possano entrare in spiaggia e nella zona di balneazione. Unica eccezione i cani guida per i ciechi. D’obbligo anche misure per evitare che le deiezioni contaminino la spiaggia. da AnmviOggi.it |
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