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5×1000

Al momento della denuncia dei redditi AIUTACI, destinando il 5 X 1000 dell’IRPEF ad ARCA 2005 mettendo la firma nel riquadro in alto a sinistra :
“Sostegno delle organizzazioni non lucrative….” e scrivi il nostro codice fiscale: 92062020398

La scelta della destinazione del 5x1000 non è una ritenuta aggiuntiva, ma è una quota che lo Stato ha deciso di destinare alle organizzazioni o enti di utilità sociale.

GRAZIE DI CUORE PER IL TUO AIUTO

Arca2005 e le prossime iniziative:

CENA SOCIALE VEGETARIANA 2011

Lunedì  25 Aprile  c/o Centro Sociale Cervese - Via Pinarella,66 a Cervia

MENU’

Crostini vegetariani
Uova farcite
Involtini di melanzane e zucchine
Melanzane alla scapece
Verdure sfiziose a sorpresa

Lasagna deliziose
Pasta e fagioli

Piadina 
Formaggi  e marmellate di verdure
Torte salate
Parmigiana di melanzane 

Macedonia Arca2005
Dolci golosi delle volontarie
Caffè

Costo della cena  €  20,00

Per  prenotare telefonate  a Mirna 339/1715433, possibilmente entro il 20 aprile.

 

QUATTRO PASSI IN SPIAGGIA CON IL MIO CANE -  17 APRILE – BAGNO FANTINI A CERVIA

Maratona non competitiva riservata a cani e padroni. Al termine ricco buffet. 

FESTA DEL BASTARDINO … E NON”   – 29 MAGGIO – PINARELLA DI CERVIA – AREA SGAMBAMENTO LAICA

Giunta alla 5° edizione, con la partecipazione di numerosi sponsor, cittadini e  turisti, si è qualificata come una delle iniziative più attese per gli amanti degli animali.

Il 16 febbraio 2011 Arca2005 ha presentato alla città tre nuovi progetti:

 “Guinzagli in città: il canile nel cuore di Cervia”

Al fine di incentivare le adozioni dei cani ospitati presso il canile municipale di Cervia e di sensibilizzare la cittadinanza sul tema del randagismo, Arca2005 – onlus ha predisposto il progetto “Guinzagli in città: il canile nel cuore di Cervia”, una mostra cinofila itinerante realizzata portando a spasso alcuni ospiti della struttura nel centro della città.
I cani, scelti fra quelli più mansueti e previamente abituati al guinzaglio, saranno condotti dai volontari dell’associazione e resi riconoscibili mettendo loro una bandana colorata recante la scritta “Ti aspetto al canile di Cervia”. Anche i volontari indosseranno un segno distintivo dello stesso colore (ad esempio, bandana o fascia al braccio) con l’indicazione “Canile di Cervia – Dog Sitter Volontario”.

Abbiamo pensato di dare all’iniziativa il titolo “Guinzagli in città:  il canile nel cuore di Cervia” sia per sottolineare la sensibilità della città nei confronti degli animali, soprattutto se abbandonati, sia per mettere in risalto il sito di svolgimento dell’iniziativa.
Il progetto propone di ripetere ciclicamente l’iniziativa, nelle giornate di sabato o di domenica, tenendo conto delle condizioni meteorologiche e di eventuali altre manifestazioni che possono rendere  il percorso troppo stressante per i cani.
Durante la passeggiata, distribuiremo notizie e informazioni sui  servizi dati dal Canile e sensibilizzeremo sul tema del volontariato animalista.

Siamo convinti che mostrare i cani ospitati sia un efficace incentivo all’adozione, soprattutto se il cittadino ha la possibilità di vederli integrati nella città.
In questi mesi abbiamo assistito più volte alla reazione di persone che, venute in Canile, ci hanno manifestato la loro sorpresa nel trovare cani bellissimi, curati, affettuosi e socievoli.
E’ necessario diffondere detta percezione per superare il concetto del canile come luogo dell’abbandono e del rifiuto,  per fare comprendere che si tratta di una struttura di ricovero temporaneo che ha come finalità quella di trovare una casa adeguata e una famiglia idonea che si prenda cura del cane.

PROGETTO SPORTELLO ANIMALI

 SEDE: Canile Municipale di Cervia - Via delle Ghiaine n.186

ORARI: martedì – giovedì – sabato dalle 11.00 alle 13.00

SETTORI: centro di informazione su normativa, adempimenti e procedure, benessere animale, numeri utili, prenotazione sterilizzazioni colonie feline, segnalazione maltrattamenti relativamente agli animali di affezione e specie presenti sul territorio.

OPERATORI: sei volontari in corso di formazione.

* * *

Obiettivo del progetto è attivare un riferimento centralizzato al quale il cittadino può rivolgersi sia per acquisire informazioni e consigli legati a problematiche relative agli animali di affezione, sia per ottenere informazioni sulle normative vigenti e sugli adempimenti ai quali è tenuto,  sia per segnalare maltrattamenti.
Lo sportello sarà anche in grado di aiutare il turista che intende scegliere Cervia come luogo di villeggiatura, fornendo indirizzi di alberghi e strutture nei quali è consentito portare con sé il proprio animale d’affezione.
Fungendo da filtro e avendo a disposizione la modulistica in uso presso gli uffici pubblici preposti, lo sportello mira ad agevolare e ad accelerare il lavoro degli stessi, evitando l’accesso per acquisire le informazioni necessarie.
I numeri utili riguardano: servizi di recupero, guardia medica veterinaria, veterinari della zona, uffici pubblici con competenza in materia, servizi per animali.
La sezione dedicata alle segnalazioni di maltrattamento è propedeutica all’intervento dell’associazione e delle forze dell’ordine allo scopo di porre fine al maltrattamento stesso. A tal fine l’associazione sta formando due persone che nel prossimo aprile conseguiranno la qualifica di Guardia Zoofila.
Un unico numero di prenotazioni per le sterilizzazioni di gatti di colonia felina serve per programmare gli interventi in accordo con la ASL e per avere un monitoraggio più preciso della situazione del randagismo felino nel nostro Comune.

Il cittadino potrà rivolgersi allo Sportello sia di persona sia telefonicamente.
In un secondo momento sarà possibile anche avere accesso tramite e-mail. I tempi di avvio di tale servizio dipenderanno dall’attivazione della linea ADSL, già richiesta dallo scorso mese di settembre e non ancora disponibile per problemi tecnici del gestore. Dovendo posizionare la linea, non sono ancora riusciti ad individuare il percorso da seguire per giungere alla centralina posta su via Galeno.
La scelta di aprire lo Sportello Animali presso il Canile Municipale rientra nell’obiettivo di integrare sempre più la struttura nella città, favorendo la conoscenza del servizio da parte del cittadino.

“La domenica del Volontario”

Il 2011 è l’anno europeo del volontariato e il decennale dell’anno internazionale del volontariato.
Come associazione abbiamo pensato di contribuire all’opera di sensibilizzazione sul tema dedicando alcune giornate al lavoro volontario, anche se inizialmente episodico.
Stiamo organizzando quindi “La domenica (o il sabato) del volontario”, una giornata da ripetere ad intervalli regolari (ad esempio una o due volte al mese, a seconda delle richieste) dove accogliere e seguire piccoli gruppi di persone che vogliono provare l’esperienza del volontariato animalista. Pensiamo di partire a marzo sperando nella buona stagione.
Chiederemo di prenotarsi per disciplinare l’accesso alla struttura ed evitare che i cani siano stressati da troppe persone non conosciute e organizzeremo i lavori (coccole e giochi con i cani, giardinaggio e ogni altra attività utile che si desideri fare).

In questo modo ci poniamo l’obiettivo di avvicinare il cittadino al volontariato, di aprire ancora di più il Canile alla città, di rendere più vivace la domenica ai nostri cani e di diffondere sempre più la percezione del canile come luogo di ospitalità temporanea di cani meravigliosi, docili e affettuosi dei quali è impossibile non innamorarsi.
Spesso ci è stato chiesto se è possibile fare volontariato in Canile, riscontrando una certa timidezza nell’approccio. In questo modo saremo noi ad invitare le persone che desiderano trascorrere una domenica diversa e utile.

Festa Canile Gennaio 2011

Testo

Domenica 16 gennaio 2011 presso il canile comunale di Cervia, Don Gianni ha benedetto i nostri amici a 4 zampe…..

Volpe ferita spara al cacciatore…..

Si dice che le volpi siano furbe e spesso le invenzioni mitologiche hanno un che di verità di fondo.La steppa bielorussa è stata teatro di un episodio a dir poco bizzarro. Una volpe ferita ha sparato al cacciatore che aveva cercato di ucciderla, facendolo finire in ospedale con un
proiettile in una gamba.

Dopo aver colpito la volpe, l’uomo le si è avvicinato cercando di immobilizzarla e finirla a mani nude. L’animale ha reagito e nella colluttazione con una zampa ha azionato il grilletto del fucile facendo partire il colpo ancora in canna. Poi è fuggita.

È accaduto nella regione di Grodno, in Bielorussia, e la notizia, degna di un manuale del giornalismo, viene pubblicata oggi dai principali medià russi che ricostruiscono con abbondanza di particolari la dinamica di un incidente che ha dell’incredibile.

A giudicare dai fatti, il quanto mai astuto animale si è finto morto per poi partire all’attacco saltando contro il cacciatore e a premendo casualmente il grilletto quando questi ha poggiato l’arma accanto alla volpe.

 

Tale nonno tale nipote

Un dobermann adottato da una coppia la settimana scorsa ha salvato la loro bimba che stava per essere morsa da un King Brown, il secondo serpente più velenoso dell’Australia.

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Charlotte Svilicic, di diciassette mesi, stava giocando nel giardino della sua casa di Atherton quando Khan, il dobermann, l’ha afferrata con i denti per la parte posteriore del vestitino e l’ha lanciata lontano dal serpente che strisciava verso di lei.

L’eroico cagnone ha pagato il suo gesto molto caro perché il serpente ha morso lui. Khan, che  è stato portato immediatamente in una clinica veterinaria dove gli è stato iniettato l’antidoto contro il veleno mortale, adesso sta bene ed è già tornato a casa, dalla sua padroncina.
“Se non l’avessi visto con i miei occhi, non ci avrei mai creduto” ha dichiarato Catherine, la mamma di Charlotte, “Khan le si è avvicinato e l’ha toccata col muso, non capivo cosa stesse facendo, pensavo che volesse giocare.
Poi è diventato più violento, la spingeva forte e abbaiava in un modo strano, come se la stesse chiamando ma la bambina non gli dava retta. A quel punto l’ha afferrata per il vestitino e l’ha letteralmente lanciata via.

Charlotte è volata per più di un metro e quando è atterrata si è messa a piangere. Mentre mi precipitavo verso di lei, preoccupata per il comportamento del cane, ho visto il serpente che lo mordeva a una zampa e andava via velocemente.

Khan ha guaito forte e si è precipitato a casa, poi è svenuto. C’ho messo qualche secondo a realizzare cosa fosse successo e a decodificare il suo comportamento. Poi ho cominciato a urlare, chiamando mio marito. L’abbiamo caricato in macchina e siamo corsi alla clinica veterinaria.

Lui le ha salvato la vita e qualsiasi cosa faremo per lui non sarà mai abbastanza: Gli saremo debitori per sempre”.

Khan era un cane maltrattato ed è stato salvato da Kerry Kinder, il gestore del rifugio da cui la famiglia Svilicic l’ha adottato. L’uomo lo ha fatto sequestare dalla polizia a una coppia, tratta in arresto, che lo picchiava e lo stava facendo morire di fame.
Kinder lo ha curato e gli ha dato tutto l’amore e le attenzioni di cui aveva bisogno, poi sono arrivati i genitori di Charlotte che se ne sono innamorati e l’hanno voluto assolutamente adottare.
Kerry ha raccontato loro la sua storia e ha garantito che, nonostante tutto, non era un cane a rischio, non aveva atteggiamenti violenti e aveva bisogno solo di amore.

“Non mi stupisce affatto che si sia comportato così. Quando ha visto Charlotte per la prima volta, le si è accucciato ai piedi e ha cominciato a guaire, poi le ha leccato una gamba e le ha offerto la gola, mettendosi sulla schiena.

La cosa stupefacente è che ho scoperto che il nonno di Khan ha salvato la sua padroncina nello stesso identico modo”.

Fonte: Adelaide News

Le lacrime di ANGELO

Vi ricordate ANGELO , il piccolo paralizzato per il quale grazie a tutti Voi Lamento Rumeno Onlus ha potuto contribuire alle spese veterinarie?
Vi prego di leggere quanto scrive il  Dott. Offer Zeira che ha curato Angelo  affinche’ questa storia, esempio di infinito amore , puro ed incondizionato, possa esserci di incoraggiamento

Grazie
Laura Pontini
Lamento Rumeno Onlus

Cari amici,

La maggior parte di voi sa che in linea di massima cerco di evitare l’uso della rete per divulgare notizie clamorose.

Questa volta mi sento il dovere di raccontarvi una storia straordinaria per 2 motivi principali: perché in 25 anni di lavoro con i cani non ho mai visto una cosa del genere e perché credo che tutti voi, come amici fedeli dei cani, avete il diritto di conoscerla.

Angelo è un cane meticcio, maschio, nero focato, sui 20kg,  che come tanti altri cani di nessuno, è arrivato dall’estremo sud grazie al buon cuore di alcune persone.

Completamento paralizzato agli arti posteriori per un’ernia discale di vecchia data, Angelo  è stato operato e sottoposto a fisioterapia. Per la mia sorpresa, molto lentamente e fra mille difficoltà (è molto diffidente, teme gli uomini e tende ad aggredirli), Angelo ha ripreso a camminare. Ma non è questa la parte più interessante.

Durante il suo ricovero, ormai capace di camminare, Angelo  tendeva a mantenere la distanza da altri nostri pazienti.

Un giorno è stato portato da noi Simba, un Golden Retriever, maschio di circa 6 anni, in stato epilettico. Questi pazienti presentano una crisi epilettica continua che, se non bloccate rapidamente, spesso finisce con la morte. Dopo un periodo iniziale, in cui Simba veniva tenuto sotto profonda sedazione per calmare la crisi, abbiamo iniziato a riportarlo lentamente allo stato cosciente.

Una mattina, con nostra sorpresa, abbiamo trovato Angelo , ormai libero per le stanze dei medici, sdraiato accanto a Simba e lo annusava. Ma le sorprese non sono finite qui.

Nelle prossime ore e poi giorni, abbiamo notato come Angelo  iniziasse ad abbaiare e piangere poco prima di ogni crisi epilettica di Simba (poco controllate nonostante i molti farmaci che assumeva). Li faceva da monitor vivente, quando iniziava ad abbaiare sapevamo di dover correre da Simba per iniettargli il sedativo. Così Angelo, il trovatello paralizzato, davanti ai nostri occhi increduli, è diventato il guardiano di Simba, il cane semi-incosciente.

Dopo qualche giorno, vista la nostra impossibilità ad aiutare Simba, abbiamo deciso di mettere fine alla sua agonia. Quando ci siamo avvicinati per iniettare l’anestetico, Angelo  ci ha fissato con uno sguardo piuttosto minaccioso. Dopo qualche tentativo siamo riusciti nella nostra triste e ingrata missione e Simba ha cessato di soffrire. Non sappiamo cosa passava nella testa di Angelo in quei momenti ma certamente lui capiva che il suo amico stava per essere portato via. Con una mossa decisa ha messo la sua zampa su quella di Simba, come fanno i cani che si arrabbiano quando cerchi di portarli via un osso. In quel momento un nostro collega ha scattato la foto allegata.

I giorni seguenti Angelo  è rimasto sdraiato sul pavimento allo stesso punto dove giaceva prima Simba.

Davanti a questi incredibili eventi, I proprietari di Simba hanno deciso di adottare Angelo .

Tutto qui. Questa volta, contro ogni probabilità, un cane paralizzato di nessuno è tornato a camminare e ha trovato la sua famiglia.

Divulgate questa storia. Per tutti quei cani di nessuno.

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Il grande oncologo Umberto Veronesi spiega perchè mangiare carne è una follia

Roberto Saviano ha 31 anni, Jonathan Safran Foer ne ha 32. L’autore italiano di ‘Gomorra’ e l’autore americano di cui sta ora per uscire anche in Italia l’appassionato ‘Se niente importa. Perché mangiamo gli animali?’ che ha già suscitato in America violente polemiche, a mio giudizio hanno in comune la rara capacità di fare gli scrittori entrando nel vivo di realtà scomode. Forse bisogna pensare ad Emile Zola, per trovare un precedente.

Apparentemente si occupano di cose molto diverse, perché Saviano fa un reportage sulla società egemonizzata dalla camorra, mentre Safran Foer fa un’inchiesta sul mondo semisconosciuto degli allevamenti di animali da carne, ma entrambi ci comunicano l’esistenza di nuclei di ‘non-mondo’, dove la violenza di un modello di profitto (illegale il primo, formalmente legale il secondo) cancella in qualche modo l’idea di umanità.

Perché? Perché tutto diventa una macchina per far soldi, e se alla camorra non importa svuotare la democrazia, all’industria della carne non importa svuotare le prospettive di sopravvivenza del nostro pianeta. I dati a nostra disposizione sono sinistramente chiari, e non è inutile ricordarli. Nel 1800 la popolazione mondiale era di 900 milioni di individui, poi c’è stata una crescita accelerata.
Nel 1900 la popolazione era già quasi raddoppiata, con 1 miliardo e 600 milioni di persone. Ora siamo arrivati a quasi 7 miliardi, e si presume che nel 2025, cioè tra appena quindici anni, sulla Terra ci saranno 10 miliardi di uomini. Che fare?

I Paesi del Terzo Mondo sospettano le nazioni del benessere di voler imporre la denatalità, e io, per conto mio, sono convinto che bisogna ben guardarsi da tentazioni demografiche odiose. Sono però altrettanto convinto che siamo ormai arrivati a un punto di rottura, e che – oggi, e non domani – bisogna fare una scelta tra il nutrire gli uomini e nutrire gli animali per consumarne la carne. Altrimenti sarà la fame, e insieme con la fame, la guerra. Non dimentichiamo poi un’altra sciagura che sovrasta il nostro pianeta, cioè il progressivo riscaldamento dell’atmosfera, che può arrivare a sconvolgere gli equilibri, con conseguenze inimmaginabili. L’allevamento industriale di animali da macello è il primo responsabile del riscaldamento terrestre, ed è tra le prime due o tre cause di tutti i problemi ambientali più gravi, come l’inquinamento dell’aria e dell’acqua e la distruzione delle foreste. E allora?

Allora bisogna prendere la decisione, motivata e razionale, di cambiare modello. Non è impossibile. Gli scienziati sono d’accordo che la fame nel mondo non è una questione di produzione, ma di distribuzione delle risorse. Tecnicamente sarebbe possibile nutrire tutta l’umanità se si fa la scelta vegetariana. Volete un dato convincente? Un chilo di carne sulla nostra tavola ha richiesto 20 mila litri di acqua, proprio quel cosiddetto ‘oro azzurro’ che oggi noi impieghiamo (e sprechiamo) con la massima tranquillità e indifferenza, e che domani potrebbe addirittura venir razionato su scala mondiale, come sanno già a loro spese quelle aree del pianeta dove l’acqua è rara e preziosa.

Io, cresciuto in una cascina dove vedevo pulcini e vitellini e non mi sapevo adattare all’idea che poi venissero uccisi, sono vegetariano per scelta etica, e non posso impedirmi di vedere dietro una bistecca o una salsiccia le sofferenze e la morte di creature viventi. E c’è dell’altro, puntualmente presente nella non-fiction di Safran Foer, in realtà una superba inchiesta sul campo che mostra tutti gli orrori degli allevamenti e delle macellazioni: gli americani consumano ogni anno quattro milioni di chili di antibiotici, mentre per trattare gli animali da macello ne vengono impiegati trentotto milioni di chili, il che significa in pratica, per la legge della catena alimentare, che si consuma carne inzeppata di antibiotici, con quali risultati per la salute umana è facile immaginarlo, a partire dalla selezione di ceppi di germi resistenti agli antibiotici stessi.

Chiudo con un’annotazione. Il loro nome è animali, ma noi non gli riconosciamo l’anima, qualunque cosa essa sia. Riconosciamogli almeno la capacità di esseri ‘senzienti’. Esseri vivi e palpitanti, che sentono il disagio, il dolore, la paura, l’angoscia. Non facciamoli nascere per farne delle ‘cose’. Sottomesse all’inaudita violenza con cui noi trattiamo ciò che secondo noi origina dal nulla e ritorna nel nulla, e che perciò ci sentiamo autorizzati, senza rimorso e anzi placidamente, a manipolare e a distruggere a nostro piacimento.

Umberto Veronesi (22 febbraio 2010)

Dal sondaggio dei cacciatori clamorosa conferma di un’Italia anticaccia

“Il sondaggio dei cacciatori è una clamorosa conferma di un Paese lontano se non avversario della caccia e delle sue richieste di liberalizzazione e che anzi chiede maggiori tutele e sicurezza, per la natura e le persone”.

Lo affermano le associazioni Enpa, Lav, Legambiente, LIPU e WWF Italia la LIPU a commento del’indagine di Astra Ricerche su Gli italiani e la caccia commissionato da cacciatori e armieri.

“Dal sondaggio, presentato a Roma, emerge un dato chiarissimo: che il 47% degli italiani è totalmente anticaccia, che il 43% ritiene indispensabili regole forti e misure restrittive, mentre solo il 10% è per “caccia libera”. Giunge dunque, sebbene da un sondaggio della “controparte”, la conferma, diremmo clamorosa, di ciò che è noto ormai da tempo, e cioè che l’Italia è un Paese lontano e in gran parte ostile alle distorsioni dell’attività venatoria se non addirittura alla caccia in quanto tale.

“Si confermano così le tendenze già emerse dai sondaggi dei mesi e degli anni scorsi, inclusa l’indagine IPSOS di marzo 2010, che davano un quadro simile se non ancora più netto circa la cattiva disposizione degli italiani verso quella parte dei cacciatori italiani che continua a chiedere modifiche permissive rispetto all’attività venatoria, con percentuali di contrari tra il 70 e il 90%.

“Il sondaggio commissionato dai cacciatori ne da, in effetti, chiara dimostrazione, laddove si evince che gli intervistati, per oltre il 70% complessivo, chiedono che si cacci fuori da parchi e riserve, che le specie sofferenti si tutelino e dunque non siano cacciabili, che le restrizioni e gli esami per i cacciatori siano particolarmente rigidi, che insomma le regole a tutela della natura siano sempre più rigide. E per fortuna che il sondaggio non abbia chiesto agli italiani cosa ne pensino di dare un fucile ai sedicenni, o di permettere l’utilizzo degli animali come zimbelli, o di cacciare al buio e sulla neve. Le percentuali, a quel punto, sarebbero diventate estreme”.

“Da non sottovalutare, inoltre, la crescente percezione degli italiani (oltre il 60%) della grande pericolosità della caccia anche per l’uomo, come purtroppo confermato dai sempre più numerosi e tragici fatti di cronaca, anche recenti”.

“Il sondaggio suona insomma come l’ennesima e forse definitiva bocciatura di ogni possibile ipotesi di estensione dell’attività venatoria in Italia e, anzi, come la conferma che gli unici interventi normativi debbano essere volti a tutelare la natura e la sicurezza: accorciare la stagione venatoria, ridurre la specie cacciabili, aumentare le regole di sicurezza per le persone”.

Comune bolognese approva delibera su spettacoli con animali

Ancora una volta il Comune di San Lazzaro di Savena dimostra una particolare attenzione al benessere animale e al recepimento di pareri scientifici autorevoli.
L’amministrazione comunale ha infatti approvato una delibera che rispetta i contenuti delle Linee Guida della Commissione Scientifica CITES per il mantenimento degli animali nei circhi e nelle mostre itineranti: tali Linee Guida identificano “specie in via d’estinzione o il cui modello gestionale non è compatibile con la detenzione in una struttura mobile quali, ed in particolare: primati, delfini, lupi, orsi, grandi felini, foche, elefanti, rinoceronti, ippopotami, giraffe, rapaci.”

La delibera approvata, che modifica il Regolamento Comunale in vigore, dispone che nessuno degli animali sopra citati possa più essere utilizzato e/o esposto in attività di spettacolo e/o intrattenimento, pubblico o privato, su tutto il territorio comunale.
Afferma il vice sindaco Giorgio Archetti: “l’Amministrazione Comunale ha così recepito quella sensibilità già diffusa nella nostra comunita’ di garantire il diritto degli animali alla non sofferenza e all’integrita’ etologica e comportamentale”.
E prosegue annunciando che “dopo la tutela degli animali esotici, sara’ la volta di vivisezione, caccia, cura e benessere degli animali domestici, tutela della fauna e degli ambienti naturali”.

La LAV ringrazia il sindaco Marco Macciantelli, il vice sindaco Giorgio Archetti e tutta l’Amministrazione Comunale, ed esprime grandissimo apprezzamento per il provvedimento adottato.

“Scelte come questa – dichiara Annalisa Amadori, responsabile della sede LAV di Bologna e provincia – dimostrano come le testimonianze, ormai sempre più frequenti, delle violenze a cui sono sottoposti gli animali nei circhi, non possano più lasciare indifferenti e quanto sia necessaria l’azione di tutte le Amministrazioni locali, affinché la normativa nazionale venga al più presto modificata, favorendo una graduale dismissione degli animali presenti nei circhi ed incentivando quelle strutture che propongono spettacoli basati unicamente sulle abilità e capacità umane”.

Arca2005 alla Festa del Volontariato di Cervia

Ricordiamo ai nostri Soci e Amici che Arca2005 partecipa alla Festa del Volontariato che si terrà a Cervia nei giorni 2/3 ottobre 2010.

VI ASPETTIAMO COME SEMPRE!!