INTERVISTA DI MERCEDES BRESSO SULL’ABBANDONO DEGLI ANIMALI

di Monica Perosino

Lo scorso luglio Mercedes Bresso, presidente della Regione, era stata sponsor d’eccezione nella campagna contro il fenomeno dell’abbandono degli animali nel periodo estivo. La foto della campagna la ritrae con Milou, meticcia di 17 anni, che vive accudita e amata da tutta la famiglia. Un mondo lontano anni luce dai balconi e dagli scantinati trasformati in prigioni per cani e gatti.

Presidente, cosa pensa della denuncia della Lida?
«Chi abbandona gli animali in questo modo e parte per le vacanze ha perso la testa, è evidente. Alla base di simili comportamenti c’è l’ignoranza, ma non solo, sono persone che disprezzano la vita degli altri. C’è poca differenza tra loro e chi, in vacanza al mare, nota un barcone con settanta persone a bordo e gira la testa da un’altra parte per non rovinarsi le ferie».

Ma con tutte le campagne di sensibilizzazione com’è possibile che succeda ancora?
«La nostra società è diventata molto animalista, se vogliamo dirla così: nel senso che si commuove davanti ai film con i cani protagonisti, e inorridisce se il contadino tira il collo alla gallina. C’è questo mito buonista, le persone diventano vegetariane, ma poi delle esigenze degli animali non sanno niente e pretendono di trattarli come pupazzi».

In estate poi scatta una sorta di follia collettiva, no?
«La cosa impressionante è che la gente per andare in vacanza va fuori di testa. D’altronde abbandonano perfino il nonno. Gli riempiono il frigo e se ne vanno. L’idea che possa avere bisogno di qualcosa o gli possa venire un accidenti viene rimossa. Abbandonare un cane e un gatto con una ciotola di cibo e un po’ d’acqua non mi sembra un atteggiamento molto diverso».

Purtroppo però non ci sono solo abbandoni, ma anche sevizie.
«Credo che sia il frutto di una terribile confusione tra realtà e finzione. E l’unica spiegazione che mi do per questi atti sconsiderati. Molte persone, i giovani soprattutto, vivono a metà tra il reale e l’irreale. Vedono film nei quali le persone vengono torturate, picchiate e ridotte in fin di vita, ma dopo qualche minuto sono lì, vive e vegete, come se non fosse successo niente. Si impara la violenza e l’orrore, e si finisce per imitare quello che si vede ogni giorno».

Quindi è una forma di sottocultura che arriva a danneggiare persone, animali, cose?
«Certo: non la violenza gratuita, i maltrattamenti non sono solo contro gli animali, ma riguardano anche gli amici, le compagne di scuola, i soggetti più deboli del gruppo».

Nessun passo avanti?
«La violenza c’è sempre stata, così come la cattiveria verso il più deboli. Questi episodi fanno particolarmente orrore perché riguardano esseri totalmente indifesi. Sembrava fossimo diventati un poco più sensibili, ma non è così. Gli uomini sono cattivi dentro. Chi tortura un essere indifeso, lo abbandona o gira la testa per non vedere è cattivo dentro. Non ci sono altre spiegazioni».

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