No all’asta dei 278 cani beagle per la vivisezione

13 novembre 2009 – La LAV ha chiesto l’annullamento dell’asta giudiziaria che mercoledì 18 novembre vedrà “in palio” ben 278 beagle della famigerata ditta Morini di San Polo d’Enza (Reggio Emilia), storica fornitrice di cani per la sperimentazione, oltre a ratti, cavie e topi.

L’associazione antivivisezionista, preoccupata che all’asta possano aggiudicarsi gli animali i laboratori di sperimentazione animale così come eventuali commercianti, chiede il deciso intervento del Sottosegretario alla Salute Francesca Martini, dell’Assessore regionale alla Sanità Giovanni Bissoni e del Sindaco di San Polo d’Enza. In particolare gli ultimi due per le competenze dell’Asl veterinaria e dell’autorizzazione a fare allevamento per la vivisezione oltre che di organismo per la tutela degli animali, sono coloro che avrebbero potuto prevenire una tale situazione.

Gli animali, in quanto esseri senzienti, non possono essere considerati alla stregua di macchinari o suppellettili con le quali rifondere dei debiti che, comunque, speriamo portino alla chiusura di uno dei più importanti fabbricanti di sofferenza degli animali nel nostro Paese che ancora ad inizio anni ’90, aveva tentato – senza successo – di chiuderci la bocca portandoci in Tribunale poiché avevamo osato svelare al mondo la realtà delle loro attività: una realtà fortemente osteggiata dall’opinione pubblica, dichiaratasi, anche recentemente, contraria alla sperimentazione animale e in particolare all’utilizzo di cani.
Questa specie, infatti, viene ancora ampiamente utilizzata nei laboratori italiani ed europei per test fortemente invasivi come quelli inerenti alla tossicità, dove vengono avvelenati, ustionati, accecati, mutilati e infine soppressi.

Si vuole anche sottolineare come, nel caso specifico, anche il solo allevamento è da considerarsi maltrattamento, in quanto non vengono rispettate le necessità etologiche e fisiche del cane che prevedono un gruppo sociale e un habitat radicalmente diverso da quello degli stabulari, che prevedono una piccola gabbia illuminata artificialmente.

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