Corse segrete, animali dopati e macellati di nascosto

 
 

17 novembre 2009 – Chiedevano al Comune di Bisceglie le autorizzazioni per esibizioni dimostrative, anche a scopi ippoterapici, ma in realtà si trattava di corse clandestine di cavalli con tanto di scommesse. Gli animali venivano dopati per alterarne le prestazioni e farli vincere, erano sottoposti ad allenamenti massacranti e poi, ormai sfiniti, venivano destinati alla macellazione clandestina.
Una rete di connivenze, con base logistica a Bisceglie, che i carabinieri della Compagnia di Trani e del Nucleo antisofisticazioni (Nas) di Bari hanno scoperto arrestando dieci persone, tre delle quali finite in carcere e le altre ai domiciliari. Tra loro ci sono anche un dipendente comunale e uno del servizio veterinario della Asl Bat, entrambi di Bisceglie.
Gli arresti sono stati eseguiti su ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip del tribunale di Trani Roberto Oliveri del Castillo, su richiesta del pm Michele Ruggero che nel febbraio 2009 aveva avviato l’inchiesta, basata anche su intercettazioni telefoniche e ambientali, dopo il tentativo di omicidio del custode di un maneggio.
I carabinieri hanno sequestrato due stalle e un centro ippico e 50 cavalli, alcuni dei quali appartenenti a personaggi della criminalità barese e foggiana.
Le corse clandestine, sulle quali ‘vigilavano’ una serie di vedette per segnalare per tempo l’arrivo di estranei o forze di polizia, si sarebbero svolte sia su strade pubbliche sia in una pista circolare nei pressi del dolmen di Bisceglie. Dalle indagini è emerso che parallelamente alle corse clandestine si era sviluppato un vero e proprio mercato delle carni dei cavalli utilizzati nelle corse. Gli animali, dopo lo sfruttamento e i maltrattamenti, erano destinati alla macellazione clandestina e le loro carni venivano immesse nella filiera alimentare.
In carcere sono finiti il presunto capo dell’organizzazione, Vincenzo Morrone, di 45 anni, di Bisceglie, insieme con Giuseppe Grosso, di 29 anni, e Mauro Lacavalla, di 44. Agli arresti domiciliari sono invece Nicola Logoluso, di 57 anni, Andrea Campanale, di 49, Gianbattista Marcario, di 39, Domenico Musto, di 31, Francesco Cosimo Semerano, di 62, Luciano Mazzone, di 42, e Paolo La Pietra, di 42 anni. Gli arrestati sono di Bisceglie, Bitonto, Ruvo di Puglia, nel Barese, San Severo (Foggia) e Foggia e sono accusati, a vario titolo, di associazione per delinquere, maltrattamento di animali, violazione del divieto di combattimenti e competizioni tra animali non autorizzati, esercizio abusivo di gioco e scommesse.
Paolo Melchiorre (ANSA)

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