La miglior spia dell’uomo? Il suo amico cane

Richard Newbury

LONDRA
Se, almeno in Inghilterra, vedete due uomini che passeggiano l’uno accanto all’altro in silenzio, vuol dire che sono grandi amici: non hanno bisogno di parlare. Se però vedete un inglese che passeggia parlando animatamente, nei dintorni ci dev’essere un cane. Il miglior amico di un uomo è davvero il suo cane. Può essere che un cane sia anche il miglior amico di una donna. «Ama me, ama il mio cane!». Certamente è stata Isotta, l’airedale terrier della mia futura moglie, a farci sposare. È successo in un dehors a Venezia. Io ero arrivato da Londra; lei e sua sorella da Torino. Ero seduto al tavolino accanto al loro quando il mio bastone da passeggio cadde per terra. Isotta abbaiò, io esclamai: «Che magnifico cane!». Venti minuti più tardi chiedevo a Erica di sposarmi. E divenni un marito che tutto compiaciuto accompagnava lei e il suo primo amore alle mostre canine. Ancora abbiamo un sealyham terrier, Serafina, per ricordarmi qual è il mio vero posto in casa.

Etologi e letterati
Il fatto che un cane non possa parlare permette agli uomini di pensare indisturbati, alle donne di parlare ininterrottamente. Una delle più grandi dichiarazioni d’amore di un uomo per un cane è l’epitaffio scritto da Lord Byron in memoria del suo Terranova Boatswain: «… era bello senza vanità, forte senza insolenza, coraggioso senza ferocia. Possedeva tutte le virtù dell’uomo, senza i suoi vizi. Questa lode, che non sarebbe che una mendace adulazione se di resti umani si trattasse, non è che un giusto omaggio alla memoria di Boatswain, un cane». L’alano Bendicò è una presenza importante nel «Gattopardo». In Sicilia anche il vento ha orecchie, e pure i cani, pensa l’organista Don Tumeo, ma almeno non possono parlare. Ma se potessero parlare, che cosa direbbero di noi? Per i cani la verità è nel vento, come ci spiega l’etologa Alexandra Horovitz nel suo recente saggio «Inside a dog: what dogs see, smell and know» (Simon & Schuster). Possiamo essere i migliori amici dei nostri cani, ma loro conoscono i nostri segreti e i nostri pensieri più profondi meglio della Stasi. Forse è per questo che il presidente Obama ha impiegato tanto tempo a scegliere il cane per la Casa Bianca. Dovremmo essere tutti grati che il nostro cane sia muto, che abbai ma non tenga un blog sulla sua profonda conoscenza canina di noi. Quanto a ciò che noi «sappiamo» di loro, Horovitz ci mette in guardia che si tratta solo di «teorie derivate da aneddoti e antropomorfismo mal applicato». Noi usiamo la vista, loro, l’olfatto. Noi muoviamo gli occhi, loro inalano odori. Noi abbiamo sei milioni di recettori nasali ma un beagle come Smokey, il miglior amico della mia infanzia, che faceva parte della muta del mio padrino, ne ha 300 milioni, grazie ai quali riesce a sentire un cucchiaino di zucchero diluito nell’acqua di due piscine olimpioniche. O ad annusare una cagna in calore lontana chilometri, arrampicarsi su una staccionata all’apparenza impenetrabile e far arrivare lontano l’ululato della sua serenata.

Il sesso
Gli uomini puzzano. La nostra pelle sudata e le ghiandole sebacee contengono la nostra identità, che poi viene lasciata, come una firma, sugli oggetti che tocchiamo; e i cani sanno leggerla. Muovendoci lasciamo una scia di cellule epidermiche morte, mentre l’aria è impregnata dell’odore del nostro sudore e di ciò che abbiamo appena mangiato e informa il nostro amico dal naso arricciato su chi abbiamo baciato e quali oggetti o persone abbiamo sfiorato. Quest’unica informazione olfattiva basta a un cane per riconoscerci – e resta anche dopo che abbiamo lasciato la stanza. È proprio l’odore, con il suo lento svanire, che dà ai cani il senso del tempo. Se un cane potesse parlare, sarebbe in grado di dire se avete avuto un rapporto sessuale e con chi. Il nostro fedele amico conoscerà tutte le nostre fragilità e le nostre infedeltà. Avete mangiato una merendina, fumato una sigaretta, o siete stati in palestra? Il vostro cane lo sa. Non potete neppure nascondere le vostre emozioni a questo detective privato che tutto annusa. Come fa un cane da guardia a sapere che abbiamo paura? Gliela comunica il nostro sudore. Noi non sentiamo l’odore dell’adrenalina, ma il cane sì.

Le malattie
La circolazione del sangue accelerata porta sostanze chimiche alla superficie della pelle. Questo significa anche che i cani, opportunamente addestrati, sono in grado di annusare cellule cancerose nei pazienti. Nei test, non sono riusciti a identificare solo 14 casi su 1.272 malati di cancro della pelle, del seno e dei polmoni. I cani usano l’urina per marcare il territorio solo per il 20 per cento del tempo. Le femmine la usano soprattutto per far sapere di essere in calore, i maschi per scambiarsi informazioni sociali. Le frontiere e gli aeroporti rappresentano «confini territoriali» umani. Io non dico che dovremmo marcarli con la nostra urina. Ma, dato che i cani vengono già usati in Afghanistan per trovare le mine o la droga e sono in grado di leggere le emozioni umane più nascoste, perché mai abbiamo bisogno di questa immensa industria della sicurezza, composta di esseri umani che appaiono gravemente limitati in confronto all’acume canino in fatto di sostanze e psicologia? Dovremmo ammettere i nostri limiti. I cani sono semplicemente spie migliori, e non parlano mai!

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