Bar vieta ingresso a non vedente con cane

26 febbraio 2010 – Succede a Treviso, dove la ragazza, una 30enne, voleva consumare uno spuntino con alcune colleghe in un locale del centro. E’ scattata la denuncia ai vigili
Mayla è un animale educato, e per niente pericoloso. In più rappresenta gli occhi della sua amica a due gambe, una ragazza cieca che non si separa mai dal suo adorato golden retriver.
Eppure, anche di fronte a una storia come questa – all’evidente necessità di andare ovunque con il fedele quattrozampe – c’è chi davvero non riesce a ‘vedere’ la realtà. E può succedere che la ragazza, trent’anni, si veda respingere da un bar del centro di Treviso perchè ‘pretendeva’ di entrare col suo cane, dotato oltretutto della regolare pettorina con la croce rossa.

L’episodio, reso noto dall’Unione Ciechi, risale a un mesetto fa ed è stato ripreso dalla Tribuna di Treviso. In sostanza Mayla e padrona, con tre colleghe di ufficio, volevano andare al piano superiore del bar – un noto locale in piazza dei Signori – per un veloce spuntino nell’ora di pausa.

Vista la reazione dei proprietari, la giovane cieca ha presentato un esposto ai vigili urbani. Ma i titolari ora si difendono spiegando di non averla proprio cacciata: “In sala non sono ammessi animali – dicono – Siamo soliti far entrare tutti cani, ma fino al bancone: al piano di sopra no, tra l’altro quello era un momento in cui la sala era piena…”. Poi il capolavoro: “Oltretutto – aggiunge il titolare – la signora era insieme a tre vedenti e poteva farsi accompagnare da loro”.

Non che la cosa sorprenda, almeno visto dalla parte dei ciechi: non è la prima volta che la ragazza e il suo cane-guida incontrano difficoltà nei bar della città: lei stessa racconta di altri sgradevoli episodi avvenuti in altri locali, dove è stata fatta entrare con Mayla solo dopo dettagliate spiegazioni e, a volte, con la minaccia di chiamare i vigili.

I cani guida per i non vedenti devono avere accesso a tutti gli esercizi commerciali perché così prevede una legge del 1974. “Purtroppo non tutti i Comuni, nonostante siano trascorsi oltre 30 anni, hanno adeguato i loro regolamenti e, per questa ragione, si verificano episodi spiacevoli come quello di Treviso”. Così il ministro per le Pari Opportunità, Mara Carfagna, commenta il caso.
“Ho inviato un anno fa una lettera all`Anci che, a sua volta, ha invitato tutti i Comuni ad adeguare rapidamente i loro regolamenti, mi auguro che questo intollerabile episodio serva a velocizzare le loro decisioni – ha aggiunto il ministro – In molte occasioni basterebbero il buonsenso e la sensibilità degli esercenti e dei cittadini in genere. Quando, come in questo caso, queste due qualità dovessero venire meno, ci si ricordi che, dal 2006, impedire l`accesso a un non vedente con il proprio cane in un locale può comportare una sanzione amministrativa che può arrivare fino a 2500 euro”, conclude Carfagna.

da quotidiano net.it

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