Caccia, LAV: sconfitto estremismo venatorio

E’ stato approvato dalla Camera dei Deputati, l’articolo 43 della legge Comunitaria 2009, che prevede l’adeguamento della norma italiana sulla caccia alle direttive comunitarie. Fortunatamente la formulazione originale, che prevedeva l’eliminazione del limite temporale massimo della stagione venatoria, è stata rivista grazie ad un sub-emendamento. Ora il limite massimo di estensione è limitato alla prima decade di febbraio, previo parere dell’ISPRA al quale le regioni dovranno obbligatoriamente uniformarsi.

“L’Aula di Montecitorio ha decretato la disfatta dell’estremismo venatorio e dei politici che lo sostengono – è il primo commento di Massimo Vitturi, responsabile del settore caccia e fauna selvatica della LAVnon siamo per nulla soddisfatti dell’allungamento della stagione di caccia introdotto dall’art.43, ma accogliamo con soddisfazione l’evidenza che all’interno della Camera dei Deputati, come in tutto il Paese, i cacciatori ed i loro sostenitori rappresentano una minoranza senza futuro!”.
Il primo ringraziamento della LAV è indirizzato a tutti i cittadini, soci e simpatizzanti che hanno sostenuto l’impegno dell’associazione contro il partito di caccia selvaggia e che, dal sito LAV oscurato, hanno inviato migliaia di mail ai deputati del PDL chiedendo di ripristinare i limiti della stagione di caccia.
L’Associazione vuole ringraziare anche i 30 deputati del PDL firmatari del documento inviato al Presidente del Consiglio, con il quale hanno espresso la loro posizione decisamente anti-caccia. In particolare gli Onorevoli Ceccacci Rubino, Catanoso e Mancuso che si sono fatti capofila di un movimento trasversale che ha portato le ragioni degli animali e della loro tutela, all’interno del Parlamento.

“Senza l’impegno di tutticontinua Vitturiavremmo assistito alla strage ingiustificata di altri milioni di animali, in particolare uccelli migratori, uccisi dall’ingordigia degli estremisti della doppietta”.

Ora auspichiamo che le velleità filo-venatorie di questa legislatura si siano definitivamente assopite. Questi ulteriori 10 giorni di caccia, mai previsti in alcuna Direttiva Comunitaria, possono essere considerati il dazio elettorale pagato dalla maggioranza ai propri elettori. Qualsiasi altra ipotesi di stravolgimento della normativa nazionale sulla caccia d’ora in poi dovrà essere considerata una velleità priva di ogni senso.

Ufficio stampa LAV

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