Ambra è scesa a valle dopo due notti al gelo

Gianni Giacomino

USSEGLIO (Torino)
Ambra è spuntata, timida e affamata, alla centrale idroelettrica del lago dietro la Torre, a 2300 metri di quota, ieri, poco dopo le 11. Tutti pensavano fosse rimasta sepolta da due valanghe di neve che si sono staccate nel vallone dove, sabato scorso, è precipitato ed è morto Francesco Zavattiero, il suo padrone. Quello che l’animale ha aspettato per due notti, sopportando gelo e tormenta. «Ambra» se l’è trovata davanti Fausto Perino, uno dei dipendenti dell’Enel. Come Kevin Kostner fa per avvicinarsi a «Due Calzini» nel film Balla coi Lupi, anche Perino ha cercato di conquistare la fiducia della femmina di husky con un pezzo di pane, poi con scatolette di tonno e qualche carezza. Sono diventati amici.

Perino non ha perso tempo, ha subito preso il telefonino cellulare e ha chiamato concitato il sindaco di Usseglio Aldo Fantozzi e i volontari del soccorso alpino: «Il cane che state cercando è vivo, è qui con me». E pensare che, fino a qualche minuto prima, si pensava al peggio. «Avevamo appena sorvolato il ghiacciaio della Croce Rossa con l’elicottero, notato le tracce dell’husky che si perdevano ai margini delle slavine – racconta Gianni De Podestà, il comandante dei Forestali di Lanzo che, sabato, era con la comitiva di alpinisti e ieri è tornato in quota per cercare «Ambra» – Confesso che avevamo perso le speranze, temevamo fosse sotto metri di neve compatta».

Invece l’husky ha ripercorso a ritroso il tracciato battuto dal gruppo di escursionisti che erano con il suo padrone ed è arrivata fino al lago della Torre, dove era scesa dalla macchina di Zavattiero per iniziare l’ascensione. «Il cane ha rischiato – riflette Perino – perché in quota c’è ancora molta neve, si può sprofondare in qualsiasi punto, scomparire nel mare di bianco». Il momento più commovente è arrivato quando l’husky, trasportato alla centrale del Crot di Usseglio, si è gettato tra le braccia di Enza Rolando, la compagna di Zavattiero. Lacrime e grandi leccate di affetto. «Questo è un cane fantastico – piange la donna – pensate che, due anni fa, salvò la vita a Francesco». Ricorda: «Erano sul monte Soglio e li sorprese una tormenta gelida che durò per parecchio tempo. Francesco abbracciò la sua “Ambra” per scaldarsi e rimediò solo un inizio di congelamento di alcune dita delle mani». Ieri ad Usseglio sono arrivati anche alcuni amici della vittima. «Se da lassù ci vede Francesco adesso sarà contento – dice Giorgio Massa – perché con questo cane viveva in simbiosi. Lo aveva addirittura addestrato a recuperargli le racchette che perdeva durante le escursioni».

I funerali di Francesco Zavattiero, che abitava al Fornacino di Leini, si svolgeranno domani alle 10 nella chiesa parrocchiale di San Pietro in Vincoli, a Settimo.

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