Bandiera blu limita accesso a cani in spiagge

Fra i requisiti “imperativi” di gestione ambientale, la procedura operativa per il rilascio della “bandierà blu” alle spiagge recita: “Deve essere strettamente osservato il divieto di accesso alla spiaggia di cani e di altri animali domestici”, dove per “spiaggia” si intende l’area vera e propria di balneazione. Le regole internazionali infatti ammettono la presenza di animali solo nelle zone retrostanti gli stabilimenti balnerari e rigidamente regolamentata.

C’è senz’altro materia di lavoro per il Comitato istituito in questi giorni dal Ministro Michela Vittoria Brambilla per una Italia “Animal Friendly”. L’Associazione Nazionale Medici Veterinari Italiani si è quindi rivolta all’On Gianni Mancuso, membro del Comitato e coordinatore dei parlamentari animalisti, per gli approfondimenti e le iniziative del caso.
Titolare del regolamento per l’assegnazione della bandiera blu è la Foundation for Environmental Education (FEE), una organizzazione internazionale rappresentativa di 60 Paesi, che si prefigge scopi di tutela ambientale dal 1985. La “Blue Flag” è una iniziativa volontaria che oggi trova attuazione in 41 Paesi del mondo e 3.450 spiagge.

La pulizia è uno dei criteri ambientali internazionali a cui devono attenersi le spiagge che aspirano alla bandiera blu, nel rispetto di un codice di condotta che comprende regole sulla presenza di animali domestici. In particolare l’accesso con cani e altri animali domestici deve essere “severamente controllato”. Sulle spiagge con la bandiera blu, il regolamento internazionale del 2010 stabilisce che gli animali da compagnia sono permessi nelle aree di parcheggio, su passerelle e aree di passeggio limitatamente alle zone posteriori dei bagni, là dove la legislazione nazionale e locale lo consente. In queste aree accessibili, gli animali “devono essere sotto controllo”.

Il regolamento internazionale raccomanda la creazione di una “Dog-Free Zone”, per evitare che i cani e altri animali possano entrare in spiaggia e nella zona di balneazione. Unica eccezione i cani guida per i ciechi. D’obbligo anche misure per evitare che le deiezioni contaminino la spiaggia.
Vanno attuate misure atte ad evitare che i cani vaganti non entrino in spiaggia e, nel caso in cui accada, che siano condotti all’esterno della spiaggia; dove non sia possibile impedire l’eventualità che cani vaganti raggiungano la spiaggia è necessario prevedere una informativa al pubblico tramite apposito segnale o cartello che avvisi della presenza di cani senza proprietario nell’area.Infine occorre assicurare che nessun animale abbia accesso ad eventuali fontanelle d’acqua potabile.
Intanto sulla costa tirrenica è già conflitto fra la permissiva legge regionale della Toscana e le restrizioni di Rosignano, Comune “blu”.
Sulle bandiere blu è arrivata anche la critica autorevole del Ministero dell’Ambiente. Il Ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo pochi giorni fa ha dichiarato: ”Dimentichiamoci delle bandiere blu che non sono attendibili”. Sotto accusa proprio le modalita’ di assegnazione del riconoscimento assegnato alle localita’ balneari, con esiti sulle coste italiane che non hanno convinto il Ministro. ”Non ci piacciono le bandiere blu – ha detto – assegnate dalle organizzazioni internazionali”.

da AnmviOggi.it

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