“Cani al ristorante?” Le perplessità dei gestori

Mauro PiantaTORINO
Portarsi Fido al ristorante? Non è più un tabù. Anzi. Il nuovo regolamento comunale per il benessere e la tutela degli animali, entrato ufficialmente in vigore il 29 marzo scorso, rovescia la logica del divieto: il proprietario del cane che vede rifiutato l’ingresso del proprio amico a quattro zampe nel locale, può rivolgersi ai vigili urbani. E il ristoratore rischia di vedersi rifilare una multa dai 25 ai 500 euro. A meno che gli esercenti non abbiano esposto in modo visibile all’entrata del locale l’apposito cartello. Ma per poter appendere quell’avviso, spiegano dagli uffici comunali, i gestori debbono aver comunicato per iscritto «documentate motivazioni igienico-sanitarie». Spiega Giuseppe Portolese, dirigente comunale del settore tutela animali: «Devono sussistere delle obiettive ragioni che impediscano l’ingresso dei cani. Penso, per esempio, a un’allergia del personale o del titolare. In ogni caso, quando la nostra struttura riceve una richiesta del genere la inoltra all’Asl di competenza alla quale spettano le verifiche. Comunque siamo di fronte a una svolta: prima di questo regolamento l’accettazione dei cani era a discrezione dei ristoratori, oggi non è più così. Servirà solo un po’ di “rodaggio”…».

Naturalmente gli animali al ristorante andranno tenuti al guinzaglio (in braccio quelli di piccola taglia), dovranno indossare la museruola e dovranno mettere in pratica le buone maniere: vietato disturbare, sporcare o creare problemi.

Quanto alla «fase di rodaggio», occorrerà certamente un po’ di tempo. Basta qualche telefonata per prenotare un tavolo spiegando che ci vorremmo portare dietro un pastore tedesco per rendersene conto. Incassiamo il «sì» di due locali, uno nel Quadrilatero e l’altro in corso Novara («È bravo?», si limitano a chiedere). Da un ristorante di Santa Rita, invece, fanno sapere di conoscere il nuovo regolamento ma di «avere poco spazio». Mentre dal locale elegante della pre-collina rispondono a muso duro: «Regolamento? Boh, comunque qui i cani non entrano».

Caute aperture sul tema giungono dalle associazioni di categoria. Osserva Stefano Papini (Confesercenti): «È certamente una novità importante e giusta nella sostanza. Spetterà un po’ al buon senso di tutti trovare un sano equilibrio per rispettare la sensibilità di ciascun cliente: coloro che amano i cani e quelli che – per esempio – ne hanno paura».

Sulla responsabilità dei padroni mette l’accento Carlo Nebiolo (Epat): «Che gli amici a quattro zampe possano entrare nei locali è una conquista positiva. Certo, sarà necessario che i padroni educhino i propri animali in maniera corretta. Ci vorrà del tempo, una consapevolezza nuova. È stato così anche per il divieto anti fumo, poi ci siamo abituati e abbiamo fatto tutti un passo di civiltà». Prossima tappa: le recensioni di Fido nei ristoranti dove si continua a mangiare da cani.

 
 

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