LA STAGIONE DEGLI ABBANDONI

Cesare Pierbattisti

S’avvicina l’estate e con lei le vacanze. Intere famigliole migreranno verso le località di villeggiatura ed in città rimarranno coloro che non se lo possono permettere ed il solito esercito di animali abbandonati. E si, perché nonostante le Leggi, le raccomandazioni, le campagne educative ogni anno migliaia di cani, gatti, conigli, tartarughe, criceti, uccellini e persino animali esotici come serpenti ed iguane vengono scaricati per strada ed abbandonati ad un destino spesso peggiore della morte.

Mi chiedo come sia possibile che in una società, apparentemente evoluta, possa ancora esistere qualcuno tanto ignorante ed insensibile da trovare normale infilare il collare al proprio cane, farlo salire in auto come per andare in gita e scaricarlo in campagna. E uguale sorte tocca ad una infinità di altri animali, primi fra tutti i gatti per i quali si ritiene valido il perverso ed infondato presupposto che «si sanno arrangiare».

L’unico sincero augurio che posso fare ai poveri animali è di incontrare qualcuno migliore di chi si lasciano alle spalle, come accadde a Chicca, una meticcia piccola e timida e già vecchiotta, recuperata anni fa, intorno a ferragosto, da una mia anziana cliente, mentre attendeva legata ad un cassonetto dell’immondizia, il ritorno del suo indegno proprietario.

Fu amore a prima vista, l’imprevedibile e felice incontro di due solitudini, li vedevo con regolarità alle scadenze dei vaccini ed in occasione di ogni piccolo malessere della cagnetta; la signora non mancava mai di raccontarmi quanto Chicca fosse sensibile, intelligente ed affettuosa ed io non potevo fare a meno di considerare quanto fosse stata fortunata. Ma cosa possiamo augurare ai vacanzieri che partono sereni dopo essersi liberati del loro fardello animato senza il minimo senso di colpa?

Sicuramente una vacanza da incubo caratterizzata da tutti i contrattempi e guai possibili, comprese interminabili e devastanti sedute nella toilette dell’albergo, del campeggio o del villaggio turistico. Non sono superstizioso e non presto fede alle iettature ma qualche volta vorrei poterci credere.

* Presidente dell’Ordine dei veterinari di Torino

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